ALLUVIONI IN TOSCANA

LA PIOGGIA E LA PAURA, OGGI COME NEL 1966

Non posso ricordare nulla di quell’anno (sono nato appena 16 mesi dopo dopo la tragedia fiorentina), ma quello che ho letto e visto negli anni successivi non lo ho mai dimenticato. Resta indelebile.

Parlo del 4 novembre del 1966 quando l’Arno esondò a Firenze, causando 17 vittime ed una enorme quantità di danni ovunque: edifici, infrastrutture ed opere d’arte.

È passato oltre mezzo secolo da quando l’Arno esondò nel capoluogo della Toscana: per salvarlo arrivarono da tutto il mondo “gli angeli del fango”. Quel 4 novembre 1966 le strade della città erano diventate torrenti, neri per la nafta uscita da caldaie e serbatoi, con decine di persone, auto, bidoni, tronchi, opere d’arte, animali trascinati via. Uno scenario apocalittico. Che Firenze non dovrà mai rivivere. Deve essere un impegno della politica odierna.

Quella paura non risuona nella mia testa soltanto ogni 4 novembre,ma ogni volta che piove tanto, troppo sulla mia città ed in provincia. Ultimamente temporali eccezionali capitano spesso, ma ancora oggi non ci possiamo mai dire tranquilli. Molte volte, troppe, siamo più a sperare o a pregare.

Una situazione che alle porte del 2030 mi fa rabbia perché si è perso tempo nel passato recente dietro ad annunci senza attuare politiche serie per la tutela del territorio e la difesa del suolo.

Basta vedere quello che è accaduto a Campi Bisenzio (Firenze) poco tempo fa e che nelle ultime ore rischiava di ricapitare se non ci avesse protetto il Signore…purtroppo anche qui il dramma la sofferenza non hanno insegnato nulla a chi governa questi territori da decenni e decenni ininterrottamente. Talvolta sembra quasi si preferisca “giocare” con la sorte per risparmiare…VERGOGNA!

Vedere gente di ogni età perdere tutto è una cosa che mi scuote profondamente. Ognuno di noi nella sua casa porta con sé ricordi di una vita. Li cura li custodisce e poi un giorno un fiume in piena te li porta via per sempre.

Certi scenari non li posso e voglio accettare. E non diamo colpa al cambiamento climatico! La colpa è che siamo cambiati noi in peggio non rispettando la natura. Non ci occupiamo della pulizia e del monitoraggio degli alvei dei fiumi e dei torrenti.Azioni fondamentali per prevenire danni e tragedie causati da eventi atmosferici sempre più frequenti e imprevedibili.

Personalmente l’unica reazione che ho avuto davanti a determinate tragedie causate dal maltempo era sempre andare ad aiutare chi è in difficoltà. Sarà poco, ma è quello che nel mio piccolo posso fare concretamente. Inutile fare guerre ideologiche e polemiche sarebbe folle davanti a chi ha perso tutto o quasi.

Sentire i fiorentini ti fa riflettere. Percepisci la loro paura, il timore che il 1966 non sia solo una foto in bianco e nero, ma che anzi possa diventare attualità ogni inverno divenendo “a colori” drammaticamente. Assurdo.

Questo non è vivere è galleggiare. Non lo accetto.

Non possiamo pensare sempre che la sorte ci protegga .

Anzi fatemi ringraziare chi sempre ci ha difeso, ci difende e ci difenderà in nome della Patria: i nostri favolosi Militari e le Forze dell’ordine insieme ai Vigili del Fuoco che si dimostrano sempre UNICI.

Per il futuro imminente occorre fare scelte serie e definitive. Scolmatore e casse di espansione sono la soluzione! Così è stata contenuta la piena dell’Arno in queste ore. Altre opere similari occorrono “senza se e senza ma”. Parlo per esempio della cassa di espansione di Pizziconi (Figline Incisa Valdarno) da tanto annunciata che dovrebbe esser pronta a breve.
Altre 2 casse di espansione dovrebbero essere completate nei prossimi quattro anni mentre la quarta, quella del Leccio, è quella più indietro di tutte purtroppo.
Tutte scelte importanti ma che aspettiamo da tanto troppo tempo.
Ciò accade quando forse si è dato priorità ad altre cose che non erano urgenti oppure perché la politica locale è stata comunque superficiale.
Quando si parla di vite umane non esistono colori politici. Non dimentichiamolo. Mai.

Avv. Guglielmo Mossuto – Capogruppo Lega Firenze

Robby Giusti

Robby Giusti è un uomo dalle molte vite. La musica è la sua più grande passione, lo ha portato a firmare con EMI Music, vincere Sanremo International e collaborare con artisti di fama. Ma il suo percorso non si è fermato lì.

Dall’Accademia Militare di Modena alla politica, dall’imprenditoria nel settore immobiliare e dei marmi alla comunicazione, ha sempre seguito la voglia di sperimentare. Ha fondato una casa editrice, una casa di produzione cinematografica e oggi è tra i maggiori esperti di social media in Italia.

Tra satira e opinioni, musica, televisione e impegno sociale, continua a reinventarsi, senza mai abbandonare la sua passione per l’arte. Per lui, ogni sfida è solo un nuovo inizio.

"Ogni dubbio è lecito..."

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