Drag queen dopo la Messa con l’Arcivescovo Castellucci: scoppia la polemica alla sagra di Rovereto. Il Popolo della Famiglia insorge: “Provocazione ai fedeli”. La Diocesi chiarisce: “Evento laico, la Chiesa non c’entra”.
Rovereto sulla Secchia – La polemica è servita.
Il programma della “Sagra di San Luigi” prevedeva per domenica 31 agosto un’accoppiata destinata a far discutere: prima la Santa Messa celebrata dall’Arcivescovo Erio Castellucci, poi – subito dopo – uno spettacolo di drag queen tra cene e brindisi.
Una scelta che ha fatto insorgere Il Popolo della Famiglia, con il portavoce nazionale Mirko De Carli che parla di “ennesima provocazione ai fedeli”.
“Un evento del genere, inserito nel calendario ufficiale della Diocesi di Carpi, è uno schiaffo alla sensibilità cattolica. Dopo la mostra blasfema, ora pure le drag queen? Che succede nel modenese? Questo spettacolo va cancellato subito”, tuona De Carli.
La Diocesi prende le distanze
Per placare la tempesta, la Curia è intervenuta con una nota ufficiale (comunicato n°41 del 21 agosto 2025): la “Sagra di San Luigi” non è organizzata dalla parrocchia né dalla Diocesi, ma da un’associazione laica, apartitica, che da anni gestisce l’evento come semplice festa di paese.
Il chiarimento non lascia dubbi: le parrocchie possono al massimo proporre iniziative autonome, ma la regia della manifestazione è interamente civile e laica. La Chiesa si limita a segnalare che la denominazione “sagra” è rimasta solo come tradizione storica, svuotata del suo significato originario.
Dal santo al varietà
E qui sta il nodo. Quella che nacque nel 1926 come festa patronale in onore di San Luigi Gonzaga, patrono della gioventù cattolica, è oggi diventata un contenitore mondano: stand gastronomici, musica, spettacoli e – in questo caso – perfino show di drag queen.
Il santo, insomma, resta solo come etichetta: un marchio che dà colore alla festa, ma che con la spiritualità non ha più nulla a che fare.
Ed è proprio questo a spingere più d’uno a definire la manifestazione una “Festa dell’Unità 2.0”, dove di religioso non rimane neppure l’odore dell’incenso.
L’epilogo
Dopo le proteste, lo spettacolo delle drag queen è stato cancellato dal programma online. Resta però il dubbio se l’evento verrà davvero eliminato o riproposto in altra veste. Nel frattempo, la spaccatura resta netta: da un lato chi difende la sagra come momento di socialità e tradizione popolare, dall’altro chi denuncia la deriva mondana e irrispettosa di una festa che porta ancora il nome di un santo.
👉 Una certezza però c’è: San Luigi non c’entra più nulla.
Robby Giusti

Ciao, non so come contattarti comunque, falle vedere questo video
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