PERCHÉ, DA CRISTIANO EVANGELICO, NON VENERO SIMBOLI NÉ IMMAGINI

Una scelta di obbedienza alla Parola di Dio, non di polemica

di Robby Giusti

Premessa

Voglio chiarire una cosa importante, dal momento che spesso, vedendo la croce sulle mie pagine o nei miei contenuti, mi vengono rivolte domande legittime e del tutto comprensibili.

Sono cresciuto nella Chiesa Cattolica, dove ho ricevuto il battesimo, la comunione e la cresima. Tuttavia, da ormai tredici anni ho fatto una scelta personale e consapevole: frequento e faccio parte della Chiesa Cristiana Evangelica.

Una Chiesa semplice, essenziale, centrata sulla Bibbia, dove l’unico che preghiamo, riconosciamo e adoriamo è Gesù Cristo, il Figlio di Dio, nostro unico Salvatore e Mediatore.

La mia fede si basa sulla Scrittura, non su tradizioni, e sull’incontro diretto con Dio attraverso Cristo. Da qui nasce anche il desiderio di spiegare, con rispetto e chiarezza, perché non veneriamo simboli né immagini, come leggerete nell’articolo che segue.

Molti, entrando in una chiesa evangelica per la prima volta, rimangono sorpresi nel non trovare statue, icone, immagini sacre o rappresentazioni visive di Maria e dei santi. Nessuna croce con Cristo crocifisso sopra, nessun altare sontuoso. Solo una Bibbia aperta, cuori pronti e il desiderio sincero di cercare Dio.

Questa essenzialità non è una mancanza, ma una scelta convinta, fondata sulla fedeltà alla Parola di Dio. Non è rifiuto della bellezza o della memoria storica, ma ubbidienza alla rivelazione biblica.

La Bibbia è chiara: Dio non vuole immagini da venerare

Nei Dieci Comandamenti, Dio parla senza ambiguità:

“Non ti farai scultura alcuna né immagine alcuna delle cose che sono lassù nei cieli, né di quelle che sono quaggiù sulla terra… Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai.”
(Esodo 20:4-5)

Questa non è un’indicazione facoltativa, ma un comandamento. L’uso di immagini come oggetti di culto è escluso. Come evangelici, crediamo che la Bibbia sia l’unica regola di fede e di condotta. Quando Dio dice “non farai”, non ci sentiamo autorizzati ad adattare, reinterpretare o alleggerire il testo.

Le immagini favoriscono l’idolatria del cuore

Anche quando un’immagine nasce con intento spirituale o commemorativo, il cuore umano è incline a trasformarla in oggetto di culto. È esattamente ciò che accadde al serpente di rame costruito su ordine di Dio stesso in Numeri 21. Secoli dopo, il re Ezechia lo distrusse perché il popolo lo adorava:

“Fece a pezzi il serpente di rame… perché fino a quel tempo i figli d’Israele gli offrivano incenso.”
(2 Re 18:4)

Anche ciò che Dio stesso aveva autorizzato era diventato idolatria. È quindi facile comprendere quanto il rischio sia reale nel caso di simboli e statue non comandati da Dio.

La croce c’è, ma è vuota

Qualcuno ci chiede: “Ma almeno la croce, l’avete?”
Sì. La croce è presente, ma è vuota. Non perché neghiamo la crocifissione, ma perché proclamiamo la risurrezione.

Gesù Cristo è morto per i nostri peccati, ma non è rimasto lì. La croce ci ricorda il sacrificio, ma il fatto che sia vuota ci ricorda la vittoria sulla morte. È il segno che il nostro Salvatore è risorto, vive e regna.

Lo stesso Vangelo lo annuncia con forza:

“Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, ma è risuscitato.”
(Luca 24:5-6)

La nostra fede non si fonda su un Cristo morto, ma su un Redentore vivente.

Dio è Spirito: va adorato in spirito e verità

Gesù lo afferma con chiarezza nel Vangelo di Giovanni:

“Dio è Spirito; e quelli che l’adorano, bisogna che l’adorino in spirito e verità.”
(Giovanni 4:24)

Non dice: “con immagini” o “attraverso oggetti visibili”. L’adorazione cristiana autentica è interiore, personale, guidata dallo Spirito Santo. Per questo nelle nostre comunità non sentiamo il bisogno di santuari ornati o reliquie: il tempio di Dio è il cuore del credente.

Un culto pieno di musica e gioia

Chi entra in una chiesa evangelica, oltre alla semplicità visiva, trova molta musica. Canti spontanei, inni, cori, strumenti. La musica è linguaggio del cuore, ed è una parte viva del culto.

Cantiamo non per creare atmosfera, ma per lodare Dio con tutto il nostro essere, come insegna la Scrittura:

“Cantate a Dio, salmeggiate; cantate al nostro re, salmeggiate!”
(Salmo 47:6)

“Parlandovi con salmi, inni e cantici spirituali, cantando e salmeggiando con il vostro cuore al Signore.”
(Efesini 5:19)

Nessuna immagine può sostituire una voce che canta con sincerità e fede. Dove c’è adorazione in spirito, c’è anche musica che eleva l’anima.

Non c’è altro mediatore che Cristo

Infine, un punto dottrinale centrale: non veneriamo Maria, né i santi, né alcun altro. La Scrittura afferma:

“C’è un solo Dio, e anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini: Cristo Gesù uomo.”
(1 Timoteo 2:5)

Gesù è l’unica via, l’unica porta, l’unico nome per cui possiamo essere salvati. Nessun altro può intercedere per noi presso il Padre.

Conclusione

La nostra scelta di non venerare immagini non è dettata da polemica verso altri cristiani, ma da una volontà precisa di obbedire alla Parola. Dio non ha bisogno di oggetti per essere onorato. Vuole cuori sinceri, spiriti umili, menti illuminate dalla verità.

Per questo nelle chiese evangeliche non troviamo simboli da venerare: troviamo la luce della Scrittura, la guida dello Spirito, la gioia del canto e la presenza viva del Risorto.

“La tua parola è una lampada al mio piede e una luce sul mio sentiero.”
(Salmo 119:105)

Robby Giusti
Evangelico per scelta, cristiano per grazia.

Robby Giusti

Robby Giusti è un uomo dalle molte vite. La musica è la sua più grande passione, lo ha portato a firmare con EMI Music, vincere Sanremo International e collaborare con artisti di fama. Ma il suo percorso non si è fermato lì.

Dall’Accademia Militare di Modena alla politica, dall’imprenditoria nel settore immobiliare e dei marmi alla comunicazione, ha sempre seguito la voglia di sperimentare. Ha fondato una casa editrice, una casa di produzione cinematografica e oggi è tra i maggiori esperti di social media in Italia.

Tra satira e opinioni, musica, televisione e impegno sociale, continua a reinventarsi, senza mai abbandonare la sua passione per l’arte. Per lui, ogni sfida è solo un nuovo inizio.

"Ogni dubbio è lecito..."

Guarda tutti gli articoli

Aggiungi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *