Budapest dice no al Pride

Io sto con la libertà. Ma non contesto la scelta dell’Ungheria.

Ho letto questa mattina una notizia interessante sul quotidiano Il Post 👉 https://www.ilpost.it/2025/06/04/pride-budapest-divieto/

La polizia ungherese ha vietato ufficialmente il Pride di Budapest, facendo riferimento a una legge che impedisce la promozione dell’omosessualità ai minori.
Una norma approvata dal governo di Viktor Orbán, che – condivisibile o meno – difende una visione culturale: quella della famiglia tradizionale e dell’identità cristiana.

Gli organizzatori del Pride avevano già annunciato che avrebbero manifestato comunque, il 28 giugno. E subito sono accorsi gli europarlamentari in cerca di visibilità, pronti a sventolare bandiere arcobaleno e fare la solita propaganda.

Ma la risposta è stata chiara: NO.

Ora, diranno che è censura. Che è omofobia. Che è autoritarismo.
Ma da quando uno Stato non può più decidere cosa è giusto mostrare in piazza ai propri bambini?

Io sono per la libertà. Ma libertà non vuol dire trasformare tutto in carnevale ideologico.
Chi vuole vivere come vuole, lo faccia. Ma non imponga il proprio credo arcobaleno a una nazione che ha scelto valori diversi.

Preferisco mille volte un governo che tutela i minori, piuttosto che politici italiani che non difendono più nemmeno il significato di “mamma” e “papà”.

Difendere la famiglia non è odio. È civiltà.

Robby Giusti

Robby Giusti

Robby Giusti è un uomo dalle molte vite. La musica è la sua più grande passione, lo ha portato a firmare con EMI Music, vincere Sanremo International e collaborare con artisti di fama. Ma il suo percorso non si è fermato lì.

Dall’Accademia Militare di Modena alla politica, dall’imprenditoria nel settore immobiliare e dei marmi alla comunicazione, ha sempre seguito la voglia di sperimentare. Ha fondato una casa editrice, una casa di produzione cinematografica e oggi è tra i maggiori esperti di social media in Italia.

Tra satira e opinioni, musica, televisione e impegno sociale, continua a reinventarsi, senza mai abbandonare la sua passione per l’arte. Per lui, ogni sfida è solo un nuovo inizio.

"Ogni dubbio è lecito..."

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2 commenti

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  • Sono assolutamente d’accordo con Orban e Giusti. Ognuno è libero ci vivere la propria sessualità come vuole

    sono perfattamente d’accordo con Orban e Giusti. Ogni essere umano ha diritto di vivere la propria sessualità come vuole ma una minoranza non ha diritto di imporre ad una maggioranza le basi sulle quali dovrebbe essere costruita una società pretendendo diritti che la natura stessa nega loro costringendo tutti ad adeguarsi alla loro ideologia che mette in discussione il nucleo stesso su cui si basa una società sana e cioè il rapporto uomo donna unico in grado di procreare e formare una famiglia e di conseguenza una società. Non devono pretendere, nella società in cui vivono, diritti che la natura non dà loro a meno che il loro scopo non sia proprio quello di scardinare le basi di quella società e quindi distruggerla e avviarla verso il caos. La maggioranza ha diritto di difendersi da questo attacco.

  • Lettera di Disgusto verso il Partito Democratico (PD)
    Alla cortese attenzione del Partito Democratico,

    Scrivo questa lettera per esprimere il mio profondo e crescente disgusto nei confronti della vostra linea politica e della vostra condotta. È con rammarico che ho assistito negli anni a una progressiva perdita di identità e a un preoccupante allontanamento dai problemi reali che affliggono i cittadini italiani.

    Mi chiedo come sia possibile che, di fronte a emergenze economiche, sociali e lavorative che colpiscono milioni di persone, il vostro partito sembri concentrare energie sproporzionate su tematiche che, per quanto legittime, appaiono secondarie rispetto alle priorità quotidiane della maggioranza degli italiani. La vostra presunta sensibilità si manifesta spesso e volentieri in un’eccessiva focalizzazione su eventi come i Gay Pride, mentre i bisogni primari delle famiglie, dei lavoratori e dei pensionati vengono ignorati o trattati con superficialità.

    Ancor più grave è l’atteggiamento di intolleranza che emerge quando si tratta di confrontarsi con opinioni diverse dalla vostra. Chiunque osi esprimere un dissenso o una critica, anche costruttiva, viene etichettato, demonizzato o accusato di arretratezza. Questo atteggiamento offensivo e liquidatorio verso chi non si allinea al vostro pensiero unico è inaccettabile in una democrazia e tradisce una profonda mancanza di rispetto per il pluralismo delle idee.

    Le vostre promesse di cambiamento sono rimaste troppo spesso lettera morta, sostituite da un pragmatismo sterile che ha sacrificato ideali e valori sull’altare della convenienza politica. Vedere il PD scivolare in un’indistinta zona grigia del panorama politico italiano, incapace di rappresentare con forza e coerenza le istanze di tutti, è per me fonte di amarezza e profonda delusione.

    In conclusione, la mia speranza in un Partito Democratico capace di innovare, di lottare per la giustizia sociale e di offrire una vera alternativa, che ascolti tutti i cittadini e non solo determinate lobby o minoranze, è stata sostituita da un sentimento di profonda disillusione. Senza un radicale ripensamento e un ritorno ai valori fondanti di rappresentanza e rispetto per il dissenso, temo che il vostro percorso sia destinato a un’ulteriore, inevitabile marginalizzazione.

    Con profondo rammarico,
    non sapevo dove posizionare questo mio disgusto, se vuoi rendi pubblica questa lettera