Robby Giusti – Politica, 23 Aprile 2025
Mentre l’Ucraina continua a monopolizzare i salotti buoni della geopolitica e i dazi fanno da colonna sonora nei corridoi di Bruxelles, l’Unione Europea ha deciso di giocare una carta a sorpresa: vedersi con Trump. Ma attenzione, senza Giorgia. Proprio così: niente Meloni a fare da tramite, da garante o da “grande amica americana”. A quanto pare, Ursula von der Leyen ha altri piani. E soprattutto, altri inviti.
L’occasione, di quelle da manuale del “caso diplomatico travestito da evento solenne”, è il funerale di Papa Francesco, venerdì 26 aprile a San Pietro. Tutti lì, in fila, ma qualcuno non solo per pregare: tra un’Ave Maria e un “mi scusi, è occupato questo posto?”, potrebbe nascere il primo contatto diretto fra Bruxelles e l’ex presidente USA. E Giorgia? In platea, ma senza microfono.
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Trump sarebbe arrivato a Roma su invito della premier italiana – biglietto personale, si dice – ma poi a Bruxelles devono aver pensato: “Bello, grazie, ma ora ce la vediamo tra adulti”. Così, l’Ue si prepara a un incontro informale con Trump ai margini del funerale. Cautela, discrezione, e soprattutto zero passaggi da Palazzo Chigi.
La portavoce della Commissione, Arianna Podestà, ci tiene a dire che “non è materia nostra”. Ma intanto si muovono telefoni, agende, e magari qualche sguardo di troppo in direzione Washington. In tutto ciò, la regista dei colloqui è Ursula, che non ha certo bisogno dell’autorizzazione della collega italiana per dire “hello” a Donald.
E Giorgia? Rimane lì, forte del suo selfie a stelle e strisce fatto a Washington, ma per ora fuori dal giro vero. Alcune cancellerie europee, infatti, sembrano voler tenere l’Italia fuori dalla regia, per evitare che il dialogo con gli USA diventi un episodio della serie “Meloni e i suoi amici americani”.
Il Financial Times conferma: Roma è il posto giusto, il momento è perfetto, e i nodi da sciogliere sono tanti. Basta trovare il modo di farlo senza dichiararlo troppo in giro. L’Ue ci prova, con basso profilo ma alto interesse. E se poi Giorgia si sente esclusa… beh, diplomazia è anche questo: sapere quando non sei tu la protagonista.

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