Percentuali reali dei partiti: cosa dicono davvero i numeri?
Di Robby Giusti
Nel dibattito politico si parla spesso di sondaggi e di percentuali dei partiti. Ma un dato cruciale viene spesso ignorato: quanto rappresentano davvero quei numeri, se consideriamo anche chi non vota?
Le ultime elezioni europee del 2024 hanno registrato un’affluenza del 49,69%. Significa che più della metà degli italiani ha scelto di non votare. E questo cambia radicalmente il significato delle percentuali che leggiamo nei sondaggi.
Prendiamo ad esempio un recente sondaggio politico:
Fratelli d’Italia: 28,9%
Partito Democratico: 22,7%
Movimento 5 Stelle: 12,1%
Forza Italia: 9,3%
Lega: 8,8%
Verdi/Sinistra: 6,2%
Azione: 2,9%
Italia Viva: 2,4%
+Europa: 1,8%
Noi Moderati: 1,0%
Queste percentuali si riferiscono ai voti validi, cioè solo a chi ha effettivamente votato. Ma se facciamo i conti sul totale degli aventi diritto al voto, usando l’affluenza reale, il quadro cambia drasticamente.
Ecco le percentuali reali dei partiti rispetto a tutti gli elettori italiani:
Fratelli d’Italia: 14,37%
Partito Democratico: 11,29%
Movimento 5 Stelle: 6,02%
Forza Italia: 4,62%
Lega: 4,37%
Verdi/Sinistra: 3,08%
Azione: 1,44%
Italia Viva: 1,19%
+Europa: 0,89%
Noi Moderati: 0,50%
Cosa significa tutto questo?
Significa che nessun partito oggi rappresenta più del 15% degli italiani. Anche il primo partito, Fratelli d’Italia, che nei sondaggi è accreditato di quasi il 29%, ha in realtà il sostegno effettivo di circa 14 italiani su 100.
È un dato che dovrebbe far riflettere. Non solo sul peso reale delle forze politiche, ma anche sul vero vincitore invisibile di ogni tornata elettorale: l’astensionismo.
Finché metà del Paese resterà fuori dalle urne, qualsiasi risultato sarà solo parziale. E chi governa, in realtà, lo fa con il consenso attivo di una minoranza.

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