SCONTRO TRUMP-ZELENSKY: “OFFERTA RIDICOLA, KIEV NON È UN BANCOMAT AMERICANO”

In un colpo di scena degno di un dramma politico, il piano di Donald Trump di impadronirsi delle terre rare ucraine si è scontrato con una barriera più solida della Muraglia Cinese, costruita personalmente da Volodymyr Zelensky. Dopo un tour de force di negoziati che si è concluso in un teso incontro nello Studio Ovale, i rapporti tra Washington e Kiev hanno fatto un salto all’indietro, tornando alla casella di partenza con un fragoroso scacco al re.

In una mossa che ha sorpreso esattamente zero persone, la nuova bozza di Trump – che ha trapelato il suo cammino grazie al Financial Times – ha alzato la posta in gioco. Il documento di 55 pagine non solo esige indietro ogni centesimo erogato da Biden durante i tre anni di guerra con la Russia, ma punta anche a mettere le mani direttamente sulle infrastrutture chiave e sulle risorse naturali dell’Ucraina.

Il cuore dell’accordo proposto da Trump è un fondo di investimento che sembra uscito direttamente da un episodio di “Chi fa da sé, fa per tre”. Il controllo degli Stati Uniti sui profitti sarebbe totale fino al completo rimborso del prestito, con un interesse annuo del 4% – una specie di “ti presto il mio ombrello, ma solo se piove soldi”.

La risposta di Kiev non si è fatta attendere. Zelensky, formalmente in ricezione della proposta, ha mantenuto una posizione unitaria del suo governo, evitando di scendere nei dettagli, ma lasciando trapelare tramite fonti ucraine che il documento era “fortemente sbilanciato” e “non firmabile in alcun modo”. Yaroslav Zhelezniak, pezzo da novanta dell’opposizione ucraina, ha chiarito che le possibilità di accettazione dell’accordo sono sullo stesso livello di quelle di vedere pinguini volare.

La tensione non si limita ai confini ucraini. Mentre Trump rivisita i termini dell’accordo con la leggerezza di chi cambia canale TV, Putin lancia occhiolini verso piani “seri” per l’annessione della Groenlandia. Nel frattempo, l’Europa cerca di consolidare i legami con Kiev: Macron ha ospitato Zelensky all’Eliseo e Meloni gioca a rafforzare le basi in Romania con il vertice dei “volenterosi”.

In questo scenario di rapide e drammatiche evoluzioni, una cosa rimane chiara come il cristallo: l’Ucraina non ha alcuna intenzione di svendere la propria sovranità in cambio di aiuti economici. E la “proposta Trump” sembra più un tentativo di divisione che una reale offerta di partnership.

Robby Giusti

Robby Giusti è un uomo dalle molte vite. La musica è la sua più grande passione, lo ha portato a firmare con EMI Music, vincere Sanremo International e collaborare con artisti di fama. Ma il suo percorso non si è fermato lì.

Dall’Accademia Militare di Modena alla politica, dall’imprenditoria nel settore immobiliare e dei marmi alla comunicazione, ha sempre seguito la voglia di sperimentare. Ha fondato una casa editrice, una casa di produzione cinematografica e oggi è tra i maggiori esperti di social media in Italia.

Tra satira e opinioni, musica, televisione e impegno sociale, continua a reinventarsi, senza mai abbandonare la sua passione per l’arte. Per lui, ogni sfida è solo un nuovo inizio.

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