La saga di “Biancaneve” ha sempre avuto il suo fascino oscuro, ma l’ultima versione della Disney sembra aver preso una direzione che nemmeno la regina cattiva avrebbe potuto prevedere. Con un budget stratosferico di circa 270 milioni di dollari, escludendo le spese di marketing, il film ha suscitato polemiche su tutto, dalla scelta della protagonista latina Rachel Zegler, alla reinvenzione dei nani in creature magiche ‘inclusive’, fino alla scomparsa del principe, ridimensionato per non sembrare troppo “ricco-eterosessuale”.
Ebbene, il verdetto del pubblico non si è fatto attendere. Al debutto, i dati del box office mostrano una raccolta misera di soli 3,5 milioni di dollari nelle anteprime del giovedì. Con previsioni che oscillano tra i 45 e i 55 milioni per il primo weekend, sembra che la “Sirenetta”, che aveva raccolto ben 95 milioni al debutto nel 2023, possa dormire sonni tranquilli.
Le polemiche, anziché attrarre, sembrano aver allontanato gli spettatori. L’amore per la tradizione di “Biancaneve”, con la sua protagonista dal viso “bianco come la neve” e il principe che non è affatto uno stalker, ma un salvatore romantico, sembra prevalere sulle interpretazioni moderne che vogliono stravolgere il classico.
Lunedì sarà il giorno del giudizio per la Disney, che dovrà fare i conti con un film che, al momento, promette più grattacapi che soddisfazioni. La decisione di cancellare il red carpet e di presentare il film in un castello a Segovia non ha fatto altro che aggiungere mistero a un’atmosfera già tesa, con voci di corridoio che descrivono Zegler “fuori controllo” e l’assenza di Gal Gadot che solleva ulteriori dubbi.
In conclusione, la morale della favola potrebbe essere che a volte, nel tentativo di innovare, si rischia di perdere la magia che ha reso le storie classiche amate per generazioni. Nel caso di “Biancaneve”, forse era meglio lasciare intatti alcuni elementi, piuttosto che tentare di riscrivere troppo profondamente una storia già perfetta nel suo originale splendore. Evviva la Biancaneve del passato!

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