Riporto dell’intervista di Simone Innocenti sul Corriere Fiorentino a Paolo, padre di Aurora Bellini, morta in gita scolastica: «Mia figlia non era malata, ha fatto sport per anni. Voglio solo la verità»
Paolo, padre affranto di Aurora Bellini, 19 anni, originaria di Batignano (Grosseto), racconta la sconvolgente perdita di sua figlia, avvenuta in circostanze misteriose durante una gita scolastica sul traghetto da Napoli a Palermo.
“Voglio solo e semplicemente la verità. Il resto è un dolore inimmaginabile,” esordisce Paolo, voce della disperazione di un padre che non riesce a rassegnarsi all’idea di aver perso sua figlia Aurora in così tragiche circostanze. Operaio e dirigente della squadra di calcio di Batignano, oltre che attivo nella Pro Loco, Paolo fatica enormemente a parlare di Aurora al passato.
“Non riesco a pensare che Aurora non ci sia più,” dichiara da Campania, dove segue personalmente le indagini della Procura di Torre Annunziata, impegnate a chiarire le cause del decesso. L’assenza di malattie pregresse rende il caso ancora più inquietante. “Quando ci siamo salutati, era felice.”
Un ultimo incontro pieno di normalità e promesse
L’ultimo saluto tra Paolo e Aurora è avvenuto sotto i più ordinari auspici: “L’ho vista lunedì mattina, al parcheggio, prima che salisse sul pullman. Un abbraccio, un bacio e la promessa di sentirci appena arrivata.” Aurora partiva felice, ignara del tragico destino che la attendeva.
Aurora aveva abbandonato il pattinaggio dopo la pandemia, nonostante fosse una promettente atleta. “Era bravina anche in quella specialità,” ricorda Paolo, ma l’interesse di Aurora si stava spostando verso altri orizzonti.
Il rispetto del riserbo investigativo, tra speranze e ricordi
Nonostante il riserbo richiesto dalle autorità, il bisogno di Paolo di sapere cosa sia realmente accaduto è palpabile. “Non voglio speculare in questo momento di dolore. Voglio solo la verità,” sottolinea, marcando ogni parola con la forza del suo dolore.
Il giorno della festa del papà si trasforma in un momento di riflessione amara: “È questa la festa che mi è stata riservata dalla vita?”
La luce di Aurora nella vita di chi la conosceva
Aurora, descritta come solare e gentile, emerge nei racconti di chi la conosceva come un modello di figlia. “Non lo dico solo perché sono suo padre. Aurora aveva sempre una parola gentile per tutti,” Paolo testimonia l’affetto universale che Aurora sapeva ispirare.
L’ultima conversazione tra padre e figlia rispecchia una serata di gioia e leggerezza: “Stava bene, si divertiva. Avrebbero mangiato pizza e poi sarebbero andati in discoteca sulla nave, promettendomi che non avrebbe fatto tardi.”
Il dramma di una notte che ha cambiato tutto
La notizia del decesso arriva come un fulmine a ciel sereno, lasciando solo interrogativi e un vuoto incolmabile. “Dopo quella chiamata notturna, la realtà è diventata un incubo insopportabile. Poco prima era allegra e piena di vita, poi…”
La solidarietà familiare come unico sostegno
Nel dolore, la famiglia di Aurora cerca di sorreggersi a vicenda. “Martina, sua sorella gemella, e sua madre Erika sono il mio sostegno. Insieme cerchiamo di superare questo momento terribile, confortati dall’affetto di molti,” conclude Paolo, con la speranza che la verità possa presto emergere e offrire un barlume di pace in mezzo a tanto dolore.

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