Perché Papa Francesco nella bara non ha il Pastorale?

In questi giorni molti si sono chiesti perché Papa Francesco, durante la sua esposizione nella bara, non avesse con sé il Pastorale, il bastone con il crocifisso simbolo del suo ministero.

La risposta è radicata nella tradizione liturgica della Chiesa:
il Pastorale è il segno del servizio attivo del Papa come Vescovo di Roma e Pastore universale. Quando un Papa muore, il suo ministero terreno termina: egli non guida più il popolo di Dio.
Per questo motivo, nella bara non viene collocato il Pastorale, ma soltanto alcuni simboli molto precisi:

  • Il libro dei Vangeli, posto sul petto, segno della Parola di Dio che ha predicato e vissuto;
  • Il Pallio, simbolo della sua missione come Vescovo metropolita e successore di Pietro;
  • Il Rogito, un documento in latino che riassume brevemente la sua vita e il suo pontificato.

E allora perché alcuni Papi sembravano averlo?
In passato, durante i funerali di alcuni Papi, il Pastorale veniva talvolta appoggiato accanto alla bara come segno di omaggio o di memoria del loro servizio, ma non veniva sepolto con loro.
Per esempio, nei funerali di San Giovanni Paolo II, si vide il suo Pastorale accanto alla bara durante la cerimonia, ma non fu deposto dentro il sepolcro.

Papa Francesco, in linea con il suo stile di semplicità evangelica e fedeltà alla tradizione più essenziale, ha scelto che non vi fosse neppure questa esposizione: solo la croce pettorale che portava da vescovo, il Vangelo, il Pallio e il Rogito.

Questo gesto sottolinea con forza un messaggio: alla morte, l’opera del Papa si compie, e l’uomo resta solo davanti a Dio, con la sua fede, la sua testimonianza e le sue opere.

Robby Giusti

Robby Giusti è un uomo dalle molte vite. La musica è la sua più grande passione, lo ha portato a firmare con EMI Music, vincere Sanremo International e collaborare con artisti di fama. Ma il suo percorso non si è fermato lì.

Dall’Accademia Militare di Modena alla politica, dall’imprenditoria nel settore immobiliare e dei marmi alla comunicazione, ha sempre seguito la voglia di sperimentare. Ha fondato una casa editrice, una casa di produzione cinematografica e oggi è tra i maggiori esperti di social media in Italia.

Tra satira e opinioni, musica, televisione e impegno sociale, continua a reinventarsi, senza mai abbandonare la sua passione per l’arte. Per lui, ogni sfida è solo un nuovo inizio.

"Ogni dubbio è lecito..."

Guarda tutti gli articoli

Aggiungi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *