Bruxelles minaccia di tassare i colossi americani… ma indovina chi paga alla fine?
Mentre Ursula von der Leyen gioca a Risiko con l’economia europea, arriva l’ennesima “genialata” di Bruxelles: se gli Stati Uniti non mollano sui dazi, allora via a una bella tassa contro le Big Tech americane.
Sembra una minaccia, vero? Ma in realtà è solo l’ennesima scusa per tassare noi, cittadini europei, travestita da “mossa strategica contro l’impero USA”.
Perché diciamolo chiaramente:
Se metti una tassa su Amazon, Facebook, Google…
Chi pensi che la paghi? Jeff Bezos? Zuckerberg?
Ma va! La paghi tu, che compri online, fai una sponsorizzata, vendi su Etsy o usi un’app gratuita diventata improvvisamente più cara.
E Ursula?
Sempre pronta a “coordinare”, “valutare”, “non escludere”… tranne che prendere decisioni che aiutino i cittadini e le imprese europee.
Siamo la terra delle tasse mascherate da equità, dove tutto è in nome del bene comune, ma il conto lo pagano sempre gli stessi: noi.
Intanto Sefcovic vola a Washington per “negoziare”.
Cioè tradotto: andiamo lì, sorridiamo, torniamo indietro con un calcio nel sedere e una nuova tassa da annunciare con parole eleganti.
Ah, e Meloni va pure lei da Biden… ma senza mandato. Però dicono che “si sono sentite” con Ursula.
Sì, tipo:
“Ciao Giorgia, vai pure, ma non dire che te l’ho detto io.”
“Tranquilla Ursula, farò finta che ho agito d’istinto.”
Alla fine?
Niente accordi veri, niente dazi rimossi, e un’altra tassa nascosta tra le righe.
Ma almeno ci diranno che è “per la sovranità digitale”.
Ursula, se la sovranità digitale è pagare di più per tutto… allora grazie, ma anche no.
Basta con le tasse camuffate da princìpi: questa Europa ha bisogno di coraggio, non di contabilità truccata.

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