Stati Uniti nel caos: il governo chiude? Ecco cosa succede
Mentre il Senato USA si prepara a votare, l’America si chiede: chi vincerà il solito teatrino politico?
Se entro le 23:59 di venerdì 14 marzo 2025 ( Sabato 15 marzo ore 05:59 ore Italiane) non si approva il piano di finanziamento, il governo federale chiuderà i battenti. Già visto? Certo, l’ultima volta è successo tra il 22 dicembre 2018 e il 25 gennaio 2019, e sappiamo tutti com’è andata: lotte di potere, cittadini usati come pedine, ma stipendi di politici e alti funzionari sempre al sicuro.
Cosa farà il Senato?
Venerdì mattina alle 10:00 il Senato si riunirà per riprendere le discussioni. Il leader della minoranza, Chuck Schumer (D-NY), ha già annunciato che voterà per tenere il governo aperto, anche se ammette che il disegno di legge repubblicano è pessimo. Il solito gioco della meno peggio.
Traduzione: “Non ci piace, ma ce lo teniamo.”
Nel frattempo, Trump e la Camera dei Rappresentanti restano alla finestra, pronti a cavalcare la situazione a seconda di come tira il vento.
Se il governo chiude, chi paga il conto?
Ovviamente, non i politici, che continueranno a percepire il loro stipendio senza problemi. Ma per il resto del Paese? Ecco il disastro che si prospetta:
- Taglio dei servizi federali (ma guai a toccare i loro benefit!)
- Stipendi intatti per il Presidente e i membri del Congresso (perché devono “lavorare per il bene del Paese”, ovviamente…)
- Migliaia di dipendenti pubblici “non essenziali” mandati a casa senza paga
- Dipendenti “essenziali” obbligati a lavorare senza stipendio, tra cui:
- Controllori di volo, polizia di frontiera, FBI, DEA, agenti penitenziari, agenti dell’immigrazione, Servizio Segreto…
- Militare attivo? Lavora gratis fino a nuovo ordine.
- Mezzo Pentagono in ferie forzate.
- I grandi enti colpiti dai tagli: Dipartimento dell’Istruzione, NASA, Affari dei Veterani… Ma tranquilli, il Congresso continua a funzionare (con stipendi pieni!).
- I parchi nazionali chiudono (vuoi visitare il Grand Canyon? Peccato, è “non essenziale”).
- Le pensioni e l’assistenza sanitaria vanno avanti, ma occhio ai ritardi per Medicare e Medicaid.
- Gli aiuti alimentari (SNAP) continuano, ma con qualche “intoppo burocratico”.
- Il Servizio Postale non si ferma (non è finanziato dal Congresso, quindi si salva).
E Trump che fa?
Mentre gli USA si preparano a una possibile recessione e alla paralisi governativa, Trump lancia nuovi dazi e alimenta il caos economico. La Casa Bianca scommette sulla tensione per rafforzare il proprio controllo, mentre i cittadini si chiedono: c’è ancora qualcuno a Washington che lavora per loro?
La Storia si ripete: il record del 2018-19
L’ultimo shutdown durò 35 giorni, il più lungo della storia americana, lasciando 800.000 dipendenti senza stipendio per oltre un mese. Ora, il copione sembra ripetersi.
Le pensioni saranno pagate?
Per ora, sì, le pensioni e i sussidi di invalidità non subiranno interruzioni. Ma quanto durerà prima che anche queste risorse finiscano nel tritacarne della politica?
Conclusione: Ancora una volta, gli americani si ritrovano ostaggi di giochi di potere. I veri “non essenziali” sono quelli che decidono tutto da Washington, al sicuro nei loro uffici con stipendi garantiti. Il popolo? Può aspettare.

Aggiungi un commento