di Robby Giusti
“Aggredire non è un diritto. È un reato.”
Con queste parole nette e sacrosante il Generale Roberto Vannacci demolisce le incredibili dichiarazioni del Sindaco di Modena, Massimo Mezzetti, secondo il quale – udite udite – le disuguaglianze sociali spiegherebbero le aggressioni dei giovani stranieri ai danni dei coetanei “più ricchi”.
Siamo alla follia. Ma soprattutto, siamo di fronte a una sinistra che non condanna più la violenza, la giustifica.
Vannacci, con il suo consueto stile educato ma diretto, non le manda a dire in un post su Instagram:
“La vera emergenza è l’insicurezza nelle nostre città. Se davvero il problema sono i “ricchi”, allora ricordi che Modena è piena di lavoro, di imprenditori, artigiani e operai che si sono sudati ogni centesimo. Questi cittadini vogliono sicurezza, non scuse. Chi aggredisce va punito. Tolleranza zero.”

E come dargli torto? In tanti oggi ci facciamo la stessa domanda:
Ma dove vive il Sindaco di Modena?
Passeggia in centro o vive in un’altra realtà? Perché quello che noi cittadini vediamo è una città sempre più insicura, con bande giovanili, spaccio dilagante e aggressioni a chiunque sembri “benestante”.
E invece di proporre soluzioni, il sindaco difende gli indifendibili. Un copione visto e rivisto: prima minimizzare, poi trovare una scusa ideologica, e infine accusare chi denuncia il problema di essere “allarmista”.
Ma la gente non è più disposta a farsi prendere in giro. La misura è colma.
A Modena serve serietà, fermezza e sicurezza reale, non le chiacchiere da bar della sinistra progressista.
Se devo essere onesto? Vorrei uno come Vannacci sindaco della mia città.
Perché oggi non servono slogan, ma ordine e disciplina.
Servono le Forze dell’Ordine, serve l’Esercito.
Serve proteggere i cittadini onesti, non coccolare chi li aggredisce.
Ogni dubbio è lecito, certo.
Ma su una cosa non ci sono dubbi: la gente perbene è stanca di vivere nella paura.

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