Starmer copia Farage e chiude le porte: “Non diventeremo un’isola di stranieri”
Altro che socialdemocrazia: la sinistra inglese ha buttato la maschera. Keir Starmer, leader laburista ed ex avvocato dei diritti umani (quelli degli altri, non dei suoi elettori), ha appena presentato un piano immigrazione che sembra uscito dal manuale di Donald Trump. Muri no, ma visti sì: più rigidi, più selettivi, più restrittivi. E guai a parlare di ricongiungimenti familiari: quelli si faranno con il binocolo.
Una virata a destra netta, spinta dal fiato sul collo di Nigel Farage, che dopo le amministrative ha asfaltato i Labour nei sobborghi popolari. E così, come ogni leader impaurito dal populismo… Starmer si è fatto populista. Altro che “fairness”, altro che “equità”: via i visti per lavoratori stranieri nel settore anziani (che rischia di collassare), su la soglia della lingua inglese, giù le possibilità per gli studenti stranieri di rimanere nel Regno Unito. Chi vuole la residenza? Che aspetti dieci anni. Prima erano cinque. Eh ma ora bisogna “riprendere il controllo”.
Starmer non ha neanche il coraggio di dire che lo fa per inseguire Farage. No, lui lo fa “perché è giusto”, dice. Come no. E intanto svuota di senso l’articolo 8 della Convenzione europea dei diritti umani, quello che tutela i ricongiungimenti familiari. In pratica, sarà il Parlamento a decidere chi può restare o no, non più i tribunali. A Farage questo non basta, ma applaude.
E attenzione: per la prima volta un governo di sinistra fa la guerra anche agli expat – cioè a quegli stranieri “buoni”, diplomati, con competenze, con voglia di integrarsi. Troppo simili agli inglesi, forse. Meglio scoraggiarli. Studenti? Se le università non li controllano, verranno punite. E i laureati stranieri? A casa dopo 18 mesi, che non si abituino troppo.
È l’illusione della “fortezza Europa” declinata in salsa britannica. Un’illusione vecchia, fallita, ipocrita. Perché la Brexit doveva servire a riprendere il controllo. Ma il numero dei migranti, dopo la Brexit, è aumentato: oggi siamo a 906.000 ingressi netti. Prima erano 728.000. E Starmer ora scopre l’acqua calda: se apri meno e chiudi male, non risolvi nulla.
Il vero risultato? Scontenti tutti:
– Gli elettori laburisti, che volevano più giustizia sociale, non più barriere;
– Le destre, che troveranno queste misure ancora troppo “soft”;
– Le imprese, che non trovano più manodopera.
– E i giovani, che vedono svanire l’ultimo brandello di multiculturalismo europeo.
Ma il punto politico è un altro: anche la sinistra si arrende alla paura. Anche i laburisti scelgono di inseguire la destra invece che contrastarla. Anche i progressisti usano la retorica sovranista se serve a guadagnare due punti nei sondaggi.
Morale della favola? La sinistra inglese fa come Trump, solo con accento oxfordiano.
E l’Europa osserva. E applaude.
Con lo stesso entusiasmo con cui applaudiva i porti chiusi… ma se li faceva qualcun altro.

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